La coerenza e l'indipendenza di un intellettuale che seppe, più lucidamente di molti suoi contemporanei, riconoscere nel fascismo la nascita di una tirannia. Perché "ciascuno troverà nell'avvenire ciò che avrà saputo metterci di se stesso".
Gaetano Salvemini: l’uomo e lo storico. La sua personalità e la sua vita: ce ne parlano sei storici italiani - Sergio Bucchi, Massimo Salvadori, Pier Paolo Portinaro, Mimmo Franzinelli, Gian Giacomo Migone e Maddalena Tirabassi - affrontando ciascuno un aspetto del pensiero di Salvemini.
Trait d’union del racconto è la sua pratica di vita e di lavoro. "La storia non può essere indifferente di fronte alla questione della verità o dell’errore, del bene o del male, e quindi anche lo storico non può rimanere indifferente di fronte agli avvenimenti, né rinchiudersi nell’esame del passato e per voler essere imparziale chiudere gli occhi al presente”
Nella ricorrenza dei cinquant'anni della morte di Salvemini, l'Istituto di studi storici Gaetano Salvemini ha scelto di concentrare l'attenzione sul ventennale periodo all'estero della vita dello studioso, epoca durante il quale egli testimoniò con e attraverso l'esilio la sua irriducibilità al fascismo.
realizzato da Niccolò Bruna con la collaborazione storica della prof.sa Patrizia Audenino e della prof.sa Annalisa Caffa
prodotto da Progetto Atelier e Colombrefilm
in collaborazione con Istituto di studi storici Gaetano Salvemini
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